La fondazione e il castello
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La Fondazione Cosso è nata a Pinerolo nel maggio 2008 con l'obiettivo di valorizzare il pinerolese da un punto di vista culturale, scientifico, umanistico e sociale. Le iniziative in programma sono molte e spaziano dagli eventi espositivi a quelli teatrali e musicali, dai percorsi formativi all'intervento concreto nel sociale. Le attività della Fondazione intendono diversificarsi in molti ambiti, cercando di offrire una nuova realtà, capace di far risaltare le potenzialità del territorio e nello stesso tempo mettere in luce le risorse che ne fanno parte.

 

La Fondazione costruisce i propri percorsi e le proprie iniziative indirizzandosi ai giovani, alle famiglie, agli anziani e a tutti coloro che comprenderanno le ricchezze e le opportunità di crescita proprie di queste valli. Tale scopo è perseguito con la precisa volontà di creare un duraturo e proficuo rapporto con gli abitanti del pinerolese prima, e della regione intera poi.

 

Nel suo impegno a diventare parte integrante e costruttiva della promozione del territorio la Fondazione Cosso ha a disposizione gli spazi in via di recupero del Castello di Miradolo. Una delle fortune della Fondazione è proprio quella di poter operare all'interno di un edificio di tale fascino e così profondamente radicato nell'immaginario e nella memoria dei pinerolesi, una struttura che nell'ultimo anno e mezzo ha visto al suo interno un susseguirsi di lavori di restauro che stanno tentando di restituire al territorio l'architettura inizialmente concepita.

 

Proprio i lavori di restauro stanno portando alla luce, nelle prime sale sottoposte a intervento, una serie di affreschi ed intonaci sopravvissuti a decenni di rifacimenti non sempre rispettosi dell'impianto originario. Questo permetterà di riformulare l'intera storia dell'architettura del luogo, la cui datazione è senz'altro precedente alle ipotesi avanzate fino a pochi anni fa.

 

Altra grande ricchezza del Castello, e dunque di quanti avranno voglia di frequentarne le attività e le iniziative, è il magnifico parco che lo circonda, che si estende per quasi 6 ettari e che dal 2007 è stato inserito nell'elenco ufficiale dei giardini storici della Regione Piemonte.

 

È soltanto un'illusione che l'edificio conosciuto come “Castello di Miradolo” e ubicato nella frazione di Miradolo del comune di San Secondo di Pinerolo, sia un castello, un'illusione favorita dall'imponente facciata e dalle torri, visibili anche in lontananza. Si tratta in realtà di una villa nobiliare, priva in origine di struttura fortificata.

 

La Fondazione e il Castello

 

È menzionata già nei documenti del XVII e XVIII secolo come "cascina" e "casino di campagna", definizioni che ne descrivono probabilmente l'originaria funzione. Il vero castello di Miradolo, quello feudale e storicamente documentato, sorgeva sul colle all’imbocco con la Valle del Chisone e veniva chiamato Castello del Lupo. Venne distrutto nel 1594 durante le guerre contro la Francia di Enrico IV e oggi non ne restano che poche rovine.

 

Nel 1866 la villa che vediamo noi oggi, appartenente alla famiglia Massel, divenne dimora del cavaliere Luigi dei Conti Cacherano di Bricherasio, sposo di Teresa Massel, e fu ristrutturata secondo il gusto neogotico in voga nel XIX secolo. L'aspetto attuale, caratterizzato da due torri, una rotonda e una quadrata, e dalla facciata decorata da cuspidi triangolari, richiama l’iconografia del tradizionale castello medioevale e a questo si deve la sua odierna denominazione.

 

Luigi Cacherano di Bricherasio e Teresa Massel, i cui simboli sono presenti in alternanza sull’intero edificio – campo fasciato, innestato di nero ed argento per i Cacherano, tre mazzuole per i Massel - ebbero due figli: Sofia, nata il 18 aprile 1867 e morta il 2 marzo 1950, ed Emanuele, nato il 25 agosto 1869 e morto il 3 ottobre 1904 in circostanze mai del tutto chiarite. La contessa Sofia, che non si sposò mai, rimase dunque unica ed ultima erede del patrimonio dei Cacherano e alla sua morte trasmise il palazzo, il parco e le relative pertinenze al capitolo della congregazione religiosa di don Orione, unitamente ad altri tenimenti, fra i quali il palazzo Bricherasio in via Lagrange a Torino e il castello di Fubine, in provincia di Alessandria.
La congregazione di Don Orione utilizzò il castello come sede per gli esercizi spirituali dei suoi adepti e come luogo di soggiorno per gli anziani, snaturando l’originaria destinazione ed apportando sostanziali modifiche alla struttura interna dell'edificio.
Nel 2006 un gruppo di privati ha deciso di acquistare il castello, che nel 2008 è diventata sede operativa della Fondazione Cosso, cui si devono i lunghi e complessi interventi di restauro, attualmente in corso.